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giovedì 9 luglio 2015

INCONTRO ITALIA NOSTRA ROMA PREFETTO GABRIELLI

COMUNICATO STAMPA
9 luglio 2015
DEGRADO DEL CENTRO STORICO DI ROMA:
ITALIA NOSTRA ROMA HA INCONTRATO IL PREFETTO GABRIELLI


Un approfondito, cordiale e collaborativo colloquio quello svoltosi ieri a Palazzo Valentini tra il Prefetto di Roma, Franco Gabrielli e Italia Nostra Roma con un unico punto all’ordine del giorno: il Centro Storico di Roma.

Italia Nostra Roma, nel rappresentare al Prefetto Gabrielli tutte le preoccupazioni per la grave situazione di degrado del Centro storico ed i suoi 10 principi irrinunciabili contenuti nel “Manifesto di Italia Nostra per il Centro storico di Roma”, ha offerto la sua piena collaborazione per formulare proposte, per quanto di sua competenza, per individuare soluzioni al grave problema che affligge la Capitale.

Il Prefetto Gabrielli ha mostrato molto interesse alle istanze di Italia Nostra Roma e si è dichiarato in piena sintonia con le proposte dell’Associazione.

Italia Nostra Roma si augura di aver trovato nel Prefetto Franco Gabrielli un “compagno di viaggio” verso la riqualificazione del Centro storico di Roma, riconosciuto come patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO e meta di enormi flussi turistici.




LA METRO C SI FERMI SUBITO A SAN GIOVANNI IL TRACCIATO DEVE ESSERE CAMBIATO

COMUNICATO STAMPA
09 Luglio 2015


LA METRO C SI FERMI SUBITO A SAN GIOVANNI
IL TRACCIATO DEVE ESSERE CAMBIATO


Una nuova gara e un nuovo tracciato centrale alternativo che escluda  i Fori Imperiali, il Colosseo e il Centro Storico  della città a rischio elevatissimo di impatto ambientale.
Nuova gara con un drastico cambiamento di tracciato che deve incrociare la Metro B al Circo Massimo o alla Stazione Ostiense per fare rete da subito.

Nel 2013 Italia Nostra Roma aveva inviato al Sindaco Ignazio Marino un documento che alleghiamo, con una analisi lucida e puntuale delle criticità, anomalie e ostinazione di voler incrociare la Linea B al Colosseo senza un procedimento VIA e valutare le soluzioni alternative previste dalla Direttiva europea al fine di ottenere una rilevante riduzione dei costi e dei tempi di realizzazione.

E’ arrivato, finalmente, il momento di variare i contratti, esplicitati  su base tecnica e  che devono essere verificati con una nuova gara,  un nuovo progetto e una nuova VIA.
UNA NUOVA METRO C!


mercoledì 1 luglio 2015

GESTIONE URBANA E PROTEZIONE IDROGEOLOGICA A ROMA: LE PROPOSTE PER IL COMUNE DI ITALIA NOSTRA ROMA E SIGEA


 Seminario
Gestione urbana e protezione idrogeologica a Roma.
Proposte per il Comune
organizzato da Italia Nostra - Sezione romana e Sigea Società Italiana di Geologia Ambientale
in Roma, giovedì 25 giugno 2015 
MOZIONE  FINALE
Alla chiusura del convegno  è stata decisa una mozione finale sotto riportata affinché i diversi ed importanti temi trattati nel Seminario  da  illustri relatori e poi ampiamente dibattuti non restassero solo patrimonio dei  presenti ma potessero dare risposte ed indicazioni ai principali problemi geoambientali che affliggono il territorio urbano, limitando non solo la sicurezza del tessuto urbano e della popolazione, ma anche lo sviluppo economico ed ambientale.

Dall’insieme dei temi trattati risulta  necessaria  la congruità fra gestione urbana della città e mitigazione del rischio idrogeologico, che  dovrebbe basarsi su:

-un coordinamento generale degli studi idrologici e geologici per superare le conoscenze puntuali e mirare ad un’analisi integrata del sistema suolo/sottosuolo;

-presa d’atto della criticità idrogeologica del territorio cittadino, vietando le costruzioni in aree definite a rischio dalle autorità competenti  e richiedendo approfonditi studi geologici e idrologici per tutte le aree a rischio potenziale; un caso particolare è costituito dai parcheggi interrati nel centro storico, caratterizzati spesso da progetti incompleti – basati su insufficienti risultati di  indagini geotecniche e idrogeologiche – e  da realizzazioni che hanno causato numerosi dissesti statici nei fabbricati contigui;

-riduzione del consumo di suolo, che si traduce nel recupero dell’edificato e nel riconoscere il ruolo ecologico  e sociale della agricoltura urbana e periurbana;

-osservare il principio della invarianza idraulica;

-manutenzione e monitoraggio delle opere di difesa del suolo, in particolare di quelle idrauliche, per assicurarne l’efficienza e l’efficacia;

-formazione e aggiornamento continuo di una banca – dati  relativa a dissesti idrogeologici al fine di assicurare una efficace prevenzione ed una migliore gestione delle emergenze e delle attività post-emergenziali, integrandosi col sistema SIRDIS della Regione Lazio;

-migliorare la capacità di controllo e monitoraggio del territorio da parte dei Municipi, che raccolgono le segnalazioni della cittadinanza;

-una reale attuazione dei requisiti di partecipazione pubblica attiva e di informazione/educazione al rischio, anche mediante la valorizzazione di esperienze virtuose di programmazione negoziata territoriale, come i “contratti di fiume”.


martedì 30 giugno 2015

GLI STADI VANNO COSTRUITI FUORI DALL'AREA URBANA, IN AREA METROPOLITANA E IN LUOGHI IDONEI

COMUNICATO STAMPA
30 giugno 2015
GLI STADI  DELLA ROMA E DELLA LAZIO
SERVONO PER LIBERARE
IL COMPLESSO MONUMENTALE DEL FORO ITALICO

Gli stadi vanno costruiti fuori dall’area urbana, in area metropolitana e in luoghi idonei.


Italia Nostra Roma sottolinea da anni che gli stadi della Roma e della Lazio servono per liberare il Complesso Monumentale del Foro Italico dall’uso devastante prodotto settimanalmente dalle partite di calcio.
Il Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, nell’ultima riunione del Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico, ha stabilito per il Complesso del Foro Italico e lo Stadio Olimpico, prescrizioni severissime per la messa in sicurezza dell’area durante le partite di calcio.
“L’utilizzo dello Stadio Olimpico quindi potrà avvenire, nel campionato 2015-2016, purchè siano osservate le seguenti prescrizioni: innalzamento delle barriere che superano il settori “distinti” dalle “Curve”, in modo da impedirne lo scavalcamento; divisione delle due curve in due settori, attraverso di un apposita barriera; riduzione della capienza delle due “curve”; installazione di apposite separazioni, atte a creare “corridoi” per rendere più agevoli le operazioni di filtraggio e pre-filtraggio dei tifosi che accedono alle curve”.
Prescrizioni che hanno provocato un terremoto tra il Comitato Olimpico e le due società calcistiche. Anche la sicurezza dello Stadio Olimpico è, quindi, fortemente compromessa.
Gli stadi vanno costruiti fuori dall’area urbana, in area metropolitana e in luoghi idonei.
Lo stadio di Tor di Valle è sicuramente una scelta inidonea. Il fiume Tevere non esonda in quell’area ma la sicurezza degli abitanti di Torrino 2 è messa a gravissimo rischio dal fosso di Vallerano: Rischio R4 che allo stato attuale, senza corpose e costose ma inevitabili opere di mitigazione, significa anche perdita di vite umane.
Italia Nostra Roma, avendo per prima sollevato il problema, ritiene inaccettabile la costruzione dello stadio in quell’area, che ha un assetto idrogeologico ad altissimo rischio. Il milione di metri cubi di costruzione, in compensazione, sono intollerabili e vanno in controtendenza rispetto al consumo zero del territorio.
Lo sport è una scusa risibile, in realtà a Tor di Valle si sta configurando una speculazione edilizia di proporzioni inaudite.
Lo stadio della Roma va costruito ma sicuramente non a Tor di Valle.

martedì 23 giugno 2015

STADIO DELLA ROMA: IL GIOCO DELLE TRE PROCURE

Lo stadio di Tor di Valle è nato sotto cattiva stella. A partire dal punto d'origine: la sua reale proprietà. Italia Nostra Roma, prima di tutti, sollevò il reale problema della proprietà.

La società Sais di Papalia è fallita e il giudice fallimentare ha rinviato la data della sentenza. Non è difficile capire che la certezza granitica del costruttore Parnasi di esserne il reale proprietario è costruita sulla sabbia. Chi è il reale proprietario dell'area.
Le procure di Roma, Firenze e Napoli hanno aperto altrettanti fascicoli per bancarotta fraudolenta da parte delle società che nel tempo hanno gestito l'ex ippodromo di Tor di Valle. La Corte di Cassazione, quindi, deciderà quale procura sarà titolare dell'indagine.
Ma nonostante ciò il Comune di Roma, ignorando o fingendo di ignorare il vulnus sull'eventuale bancarotta fraudolenta della società Sais e della conseguente incertezza della proprietà di Parnasi, seguita a proclamare "avanti tutta", sembra che il progetto sia stato, infatti, già inoltrato alla Regione Lazio per le ulteriori valutazioni.
Atteggiamento incosciente e temerario in questo particolare momento della vita politica di Roma Capitale nel quale la chiarezza degli atti amministrativi e l'inattaccabilità delle procedure dovrebbe essere l'unica strada che è doveroso perseguire.
Come si fa a sbandierare come fatto un progetto, il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, quando sarà una Procura (non si quando) a decidere nel merito sulla natura del fallimento della società Sais.
L'accelerazione dei passaggi burocratici per lo Stadio della Roma a Tor di Valle è esponenziale.

giovedì 18 giugno 2015

IL MANIFESTO DI ITALIA NOSTRA PER IL CENTRO STORICO DI ROMA

Qualche cosa di importante si sta muovendo per arrestare il degrado del Centro storico di Roma.

Il Sottosegretario di Stato ai Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni, e la nuova Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma, Renata Codello, sono fortemente impegnate per realizzare il "Vincolo Paesaggistico" al Centro storico di Roma, strumento di tutela e valorizzazione che manca da troppo tempo.
Il paradosso è che la tutela paesaggistica è stata apposta dalla Regione Lazio in tutti i Centri storici TRANNE ROMA .

Al primo punto del "Manifesto per Roma" la richiesta irrinunciabile di Italia Nostra Roma è proprio questo fondamentale strumento di tutela.

STIAMO ANDANDO NELLA DIREZIONE GIUSTA!!!!!!!

SEMINARIO IL 25 GIUGNO A ITALIA NOSTRA SU GESTIONE URBANA E PROTEZIONE IDROGEOLOGICA A ROMA

Seminario

Gestione urbana e protezione idrogeologica a Roma.
Proposte per il Comune
organizzato da Italia Nostra - Sezione romana e Sigea
presso la sede nazionale di Italia Nostra in Roma–V.le Liegi 33

Programma
-9.30-10.00 Saluti: VicePresidente di Italia Nostra Sezione romana, Mirella Belvisi; ing. Giorgio Cesari, Segretario generale della Autorità di Bacino del Tevere; ing. Fabio Stefano Pellegrini, Dipartimento Sviluppo infrastrutture e manutenzione del Comune di Roma; geol. Eugenio Di Loreto, Direzione regionale infrastrutture, ambiente e politiche per la casa, Regione Lazio.

-10.00 – 13.00 - Lavori : modera ing. Catello Masullo (Italia Nostra)

-10.00-10.20 Relazione introduttiva: I problemi del dissesto a Roma: come prevenirli, attraverso la gestione del rischio e la manutenzione del territorio e delle opere di difesa del suolo: geol. Giuseppe Gisotti (Sigea, Italia Nostra)

-10.20 – 10.40 Il rischio frane e sprofondamenti a Roma: geol. Maurizio Lanzini – geol. Marina Fabbri (Sigea Lazio)

-10.40 – 11.00 Il rischio alluvioni e allagamenti a Roma: ing. Francesco Mele (Ufficio idrografico e mareografico, Regione Lazio)

-11.00 – 11.20 Il problema dei parcheggi sotterranei a Roma: geol. Liborio Rivera (Sigea Lazio)

-11.20 – 11.40 Il parere dell’urbanista: prof. arch. Simone Ombuen (Università di Roma 3, Facoltà di Architettura)

-11.40 – 12.40 Dibattito pubblico

-12.40 – 13.00 Elaborazione della Mozione finale indirizzata al Sindaco e agli Assessori competenti del Comune di Roma

-13.00 Chiusura del Seminario

-Informazioni: 347-1924404; 06/5943344; roma@italianostra.org; info@sigeaweb.it.


Ingresso libero anche per i non soci.

giovedì 4 giugno 2015

LETTERA APERTA SUL CENTRO STORICO DI ROMA AL SINDACO MARINO

Roma, 3 giugno 2015
Al Sig. Sindaco di Roma
Dr. Ignazio Marino

Oggetto: Lettera aperta sul Centro Storico di Roma.

L’Associazione Italia Nostra Roma ha presentato alla stampa giovedì 21 maggio scorso un documento nel quale, con il contributo dei suoi Soci, ha analizzato i principali problemi del Centro Storico della città ed ha formulato proposte operative. Purtroppo né Lei né alcun rappresentante dell’Amministrazione capitolina avete ritenuto opportuno essere presenti anche se invitati a partecipare.
Ben diversa è stata l’attenzione che tutta la stampa nazionale ed internazionale ha riservato all’iniziativa. Non abbiamo nemmeno registrato alcun commento di Roma Capitale dopo gli articoli che il giorno successivo sono stati pubblicati, con ampio rilievo, dai quattro principali quotidiani romani.
Forse, le intenzioni di Italia Nostra Roma sono state male interpretate o, più probabilmente, nessuno ha letto il documento, perché in esso non vi è alcuna traccia di polemica nei Suoi confronti ma solo la denuncia del gravissimo stato di degrado che colpisce, da troppi anni, il Centro Storico e che non può lasciare indifferenti coloro, come noi, che amano la loro città e si adoperano da 60 anni per risolvere i suoi problemi.
Del tutto diverso è stato l’atteggiamento dell’On. Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretario di Stato al Ministero per i Beni le Attività Culturali e del Turismo, che non solo ha partecipato all’incontro ma che ha anche assicurato il suo impegno per la soluzione del problema più grave che, a nostro giudizio, oggi affligge il Centro Storico di Roma. Un’area di enorme valore culturale e di grande fragilità che, come Lei certamente sa, oggi è priva di Tutela Paesaggistica. Si tratta di una gravissima carenza normativa che rischia, tra l’altro, la cancellazione del Centro Storico dall’elenco dei siti Patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Le reinviamo, Signor Sindaco, il nostro documento e riteniamo ancora possibile e costruttivo discuterne i contenuti. Pertanto, Le rinnoviamo la richiesta di un incontro, a breve, nella sede che Lei riterrà opportuna.
Distinti saluti.
                          
Il Vice Presidente
Vanna Mannucci
 Il Consigliere

Filippo Bruno Lapadula



Siamo in attesa che il Sindaco Marino ci risponda e si decida ad affrontare con noi i problemi del Centro Storico


venerdì 29 maggio 2015

LA POLITICA E I CITTADINI: GUIDO IMPROTA CONVINCE GIOVANNI CAUDO DELUDE CHI? I CITTADINI

Diversi atteggiamenti dei due Assessori di Roma Capitale negli incontri pubblici: Giovanni Caudo
sembra il Marchese del Grillo nel fantastico film di Luigi Comenicini " Io so' io e voi (cittadini) non siete un.......".
Diverso l'atteggiamento di Guido Improta che negli incontri pubblici ascolta e accetta il confronto con i cittadini.
Possiamo non essere d'accordo nel merito di quanto propone Improta ma siamo assolutamente d'accordo sul metodo. Due metodi, quello di Caudo e di Improta, antagonisti per affrontare la legittima richiesta di chiarezza e di informazione dei romani che prima o poi dovranno fare una scelta politica nel segreto dell'urna.
La bilancia dei comportamenti pende decisamente a favore di..........

Sarebbe opportuno un esame di coscienza da parte "dell'altro piatto" della bilancia per porsi come qualsiasi politico dovrebbe porsi, e questi gli Assessori sono politici nonostante le negazioni, nei confronti dei cittadini-giudici. 
umiltà e rispetto 
senza queste due garanzie fondamentali il rapporto politica-cittadino va ancora nella direzione sbagliata, aumentando la sensazione di sfiducia e di sospetto di scollamento con le istituzioni.
Opaco e sbagliato l'atteggiamento di Giovanni Caudo, secondo noi,  ieri alla Casa dell'Architettura, dove i cittadini si sono visti esclusi dal dibattito pubblico previsto nel programma.
I cittadini non sono ne ciechi nè disinformati, si rendono conto ed hanno memoria lunga
ascolta Giovanni..... Ascolta.
 E se nessuno ti ha insegnato ad ascoltare fai un corso intensivo prima che sia troppo tardi.

APPELLO AI SOCI DI ITALIA NOSTRA ROMA CHE NON HANNO ANCORA RINNOVATO LA QUOTA ASSOCIATIVA PER IL 2015 O CHE SI VOGLIO ISCRIVERE

Cari soci siamo ormai a metà anno e ancora non sono pervenute a Italia Nostra Roma le quote per il rinnovo della vostra tessera per l'anno 2015.
Italia Nostra Roma non un "tesoretto" contiamo solo sulle vostre iscrizioni e sulla vostra solidarietà.
Vi ricordiamo che è possibile votare sia tramite conto corrente postale: cc 42175000 o con tramite bonifico bancario alla Banca Fideuram IBAN: IT34 D032 9601 6010 00066427525.
Vi ricordiamo che la quota associativa, se pagata in banca o con cc, è detraibile dalle tasse.
Vi preghiamo, se no lo aveste già fatto, di provvedere alla regolarizzazione della vostra iscrizione alla nostra Associazione
Di seguito la tabella che riporta la tipologia di Socio e la quota da versare:




Socio Ordinario   (SO)

□ (ordinario triennale SOT)




35,00

90,00

Socio Ord. Stud   (18-26 anni- SOS)

□  (triennale – OST)

15,00
40,00

Socio Familiare   (SF)

□  (triennale – SFT)

20,00
50,00

Socio Sostenitore (SS)

□ (triennale € SST)

100,00
270,00

Socio Giovane (minore di 18 anni- SG)  
□  (triennale SGT)


10,00
€ 25,00








giovedì 28 maggio 2015

OSTELLO DELLA GIOVENTU' A ROMA: UN ILLUSTRE SCONOSCIUTO



Quando i governanti, i politici, i decisori, hanno capito che soldi per il Giubileo della Misericordia non ce ne sono l'Ostello della gioventù, che sembrava cosa fatta il giorno dopo,  è rapidamente passato nel dimenticatoio.
Nessuno ne parla più. Niente soldi extra, niente accoglienza per i giovani e le famiglie meno abbienti.
E' inutile ululare alla luna per la tutela e la difesa dei " nuovi poveri" quando piccoli atti fondamentali vengono negati senza pensarci un secondo.
I giovani e le famiglie low cost non hanno diritto al turismo a prezzi calmierati?
Speriamo, ed è tutto dire,  che il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, preveda nel "pacchetto Olimpiadi ecologiche" la riproposizione dell'Ostello della gioventù alla Foresteria Sud del Foro Italico da dove è stato cacciato per l'incapacità gestionale di AIG che mai ha combattuto la battaglia per la difesa dell'Ostello e dei posti di lavoro dei propri dipendenti super specializzati nella gestione dei giovani. La Foresteria Sud, come tutti sanno, è ampiamente sottoutilizzata. 7mila mq praticamente vuoti.
Siamo colpevoli, senza assoluzione (neanche Giubilare), se non diamo concretamente aiuto a chi desidera visitare Roma a prezzi accessibili alle loro tasche vuote.

VILLA BLANC: ASSEMBLEA PUBBLICA PER DISCUTERE DEL SUO FUTURO

In vista della udienza del Consiglio di Stato per il ricorso su Villa Blanc, fissata per il giorno 7 luglio p.v., 


il Comitato Villa Blanc e l'Associazione Italia Nostra

                                                               La invitano a partecipare alla

Assemblea Pubblica

Giovedi 28 maggio 2015 alle ore 16.30
 nell'aula magna dell'Istituto scolastico Winckelmann
in Piazza Winckelmann 20

sul tema

 Che futuro per Villa Blanc ?
La salvaguardia dei diritti dei cittadini

Interverranno:
Paolo Maddalena- Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale
Oreste Rutigliano- Consigliere Nazionale di Italia Nostra
Paolo Berdini- Urbanista

 Durante l'assemblea sarà presentato l'accluso appello proposto per la firma a personalità della cultura, del diritto e dell'urbanistica, che hanno a cuore il restauro, la conservazione dell'integrità del complesso  e la fruizione pubblica delle sue bellezze architettoniche e paesaggistiche. Sono già state ricevute le prime importanti adesioni.

Contiamo sulla Sua presenza all'assemblea e sul Suo sostegno alla diffusione dei temi in discussione e in attesa di incontrarLa Le inviamo i più cordiali saluti .


mercoledì 27 maggio 2015

UNA GRAN BELLA NOTIZIA

A tutti i soci e gli amici di Italia Nostra
una gran bella notizia.
La Socia Fondatrice dell'Associazione Italia Nostra Onlus, Desideria Pasolini Dall'Onda, è stata nominata Presidente Onorario
di Italia Nostra nazionale. 
La passione, l'entusiasmo, la totale dedizione all'Associazione di Desideria Pasolini Dall'Onda sono stati celebrati dalla decisione del Direttivo Nazionale.
A Desideria Pasolini Dall'Onda il sentimento più profondo di riconoscenza e di ammirazione da tutta la sezione di Roma di Italia Nostra.

AUGURI DI BUON LAVORO DESIDERIA!!!!!!!



lunedì 25 maggio 2015

MANIFESTO DI ITALIA NOSTRA PER IL CENTRO STORICO DI ROMA: 10 PRINCIPI IRRINUNCIABILI E 10 PROPOSTE

Il Manifesto che Italia Nostra Roma ha presentato venerdì alla stampa, alla presenza del Sottosegretario di Stato ai Beni e alle Attività Culturali, On.le Ilaria Borletti Buitoni, ha ottenuto numerosi apprezzamenti. Tra questi proprio quello del Sottosegretario che ha confermato che il problema principale all’ordine del giorno del Ministero per la tutela paesaggistica del Centro Storico di Roma è già all’attenzione del suo Dicastero e ha garantito il proprio impegno personale nel raggiungimento dei risultati  auspicati negli interventi.

Di seguito riportiamo il Manifesto con i 10 principi irrinunciabili e le 10 proposte.

“MANIFESTO DI ITALIA NOSTRA
SUL CENTRO STORICO DI ROMA:
10 PRINCIPI IRRINUNCIABILI”


Italia Nostra non può parlare di Centro Storico senza ricordare che la sua azione odierna si collega sempre direttamente alla lezione sulla “Cultura della Conservazione”dei centri storici, nata negli anni ’50 dopo gli appassionati articoli che Antonio Cederna scrisse su “Il Mondo”: lo sventramento a Via Vittoria per creare una strada di collegamento tra Via Veneto e Via del Corso. I fondamenti di tale “Cultura della Conservazione”sono delineati ottimamente sul primo Bollettino di Italia Nostra che, nel rispetto delle volontà di Antonio Cederna, oggi vogliamo ripubblicare quale essenziale premessa (allegato).

Il documento di Italia Nostra Roma e le proposte in esso contenute derivano dalla consapevolezza che il Centro Storico di Roma, nonostante la sua enorme importanza e la pressione a cui è sottoposto, oggi è privo di Tutela paesaggistica e di un Progetto complessivo che richiederebbero la decisione “politica” del ritorno di un Assessorato  al Centro Storico, che ha avuto illustri precedenti nei Prof. Arch. Vittoria Calzolari e Prof. Arch. Carlo Aymonino, che  sia in grado di svolgere compiti strategici, finora colpevolmente disattesi, di cabina di regia per la pianificazione, l'attivazione ed il coordinamento di tutti gli interventi necessari a fronteggiare la drammatica situazione di degrado ed illegalità che ormai devasta il più esteso ed importante Centro Storico del mondo.

La gestione di Roma e del suo straordinario patrimonio avviene senza la preliminare definizione e condivisione di quelle che,  nei Paesi di cultura anglosassone, vengono definite “politiche”. L’Amministrazione dovrebbe stabilire e la cittadinanza dovrebbe conoscere quali siano gli obiettivi che i responsabili delle decisioni intendono perseguire nei principali settori della vita collettiva e con quali strategie intendano raggiungerli per assicurare la tutela dei beni culturali, lo stato dell’ambiente e la qualità della vita nella città. Attività da attuare nell’ambito del Decreto Legislativo 14 marzo 2013 n. 33, “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni”.

L Italia Nostra Roma non può sostituirsi al Governo Centrale e alle Amministrazioni Regionale e Comunale per le “politiche” generali ma, nell’ambito delle sue competenze che riguardano la tutela del “patrimonio storico, artistico e naturale”, sente il dovere di proporre dei principi, che dovrebbero essere presenti in ogni decisione pubblica, e  indicare le relative priorità.

In questa prospettiva, la Italia Nostra Roma  ha individuato, per il momento, dieci principi per il Centro Storico, che considera irrinunciabili ed indifferibili, e dieci proposte operative che dovrebbero caratterizzare le relative “politiche”. “Politiche” che potrebbero, nel loro insieme, contribuire a scrivere una futura “Charta di Roma” per le grandi città storiche.


10   PRINCIPI  IRRINUNCIABILI


1.BENI CULTURALI

Considerare il Centro Storico di Roma, come previsto dalla Carta di Gubbio del 1960, un unico monumento complessivo ed unitario, formato dalle opere architettoniche monumentali e dal tessuto storico degli edifici, dalle strade e dalle piazze che le connettono.
Ripristinare, dunque, la tutela paesaggistica del Centro Storico oggi assente e le Norme Tecniche del Piano Regolatore Generale del 1965 (Zona A) purtroppo cancellate dal nuovo Piano Regolatore Generale del 2008.
Dopo aver ottenuto dalla Regione o dal MIBACT il vincolo paesaggistico, va attuato il Piano di Gestione dell’UNESCO che non dà norme di tutela, ma solo linee guida  per il Centro Storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le mura, in quanto Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

2.ARCHEOLOGIA

Adottare il principio che: le aree archeologiche non sono “fosse”, dove si intravedono manufatti incomprensibili ai cittadini attuali, ma porzioni di una città che era stata costruita per soddisfare le esigenze di altri cittadini. Solo se si garantisce la leggibilità dei resti archeologici e si consente un uso, ovviamente regolamentato e protetto, delle aree più significative, la città antica rappresenterà un valore culturale per la popolazione attuale.
Bisogna ripensare alle aree archeologiche del Centro Storico, in termini storici ed ambientali, con una progettazione unitaria e coerente, realizzabile con finanziamenti e tempi certi. Progettazione che ne ridisegni l’accessibilità, la leggibilità e le sistemazioni a verde, evitando che si creino delle cesure o dei vuoti all’interno delle Mura Aurelianee.
Ad esempio, l’area oggi attraversata da via dei Fori Imperiali, in molti tratti, si presenta come uno spazio discontinuo ed irrisolto segnato da fossati intransitabili che richiede decisioni ampiamente condivise.


3.ARREDO URBANO

Definire un abaco degli elementi dell’arredo di Roma (lampioni, fontanelle, cestini da esterno, panchine, segnaletica stradale, pannelli della toponomastica, numeri civici, cartelli pubblicitari, dissuasori stradali, insegne dei negozi) che siano riconoscibili, peculiari, efficaci, solidi, sicuri e che non creino barriere architettoniche.
Aggiornare le normative tecniche per gli interventi di manutenzione, ma anche della pavimentazione di strade, marciapiedi e viali nei parchi che ne garantiscano una maggior durata, la riduzione della fragilità, l’eliminazione di pericoli e barriere architettoniche.
Garantire la riconoscibilità del tessuto edilizio e della rete viaria nel Centro Storico attraverso i materiali costruttivi tradizionali, le pavimentazioni in sampietrini e “Il colore di Roma” per le facciate degli edifici non vincolati, in base a semplici criteri certi.
Bonificare il Centro Storico da elementi o intere strutture, obsoleti ed abbandonati, che sono causa di inquinamento visivo e rischio soprattutto per anziani e disabili.

4.VERDE STORICO E VERDE CITTADINO

Di fronte allo stato di inaccettabile degrado e abbandono in cui è lasciato il patrimonio verde della città creare un sistema di controllo e manutenzione continuo, efficiente e svincolato da eventi occasionali.
Conservare la quantità del patrimonio vegetale in base al principio: un nuovo albero per ogni albero abbattuto, tagliato, secco.
Tutelare la qualità del Verde pubblico e privato, in particolare nell’ambito dei parchi e delle ville storiche, in base ai principi e alle regole della Carta italiana dei giardini storici (1981) e della Carta per la salvaguardia dei giardini storici (1982). Vietare, in questo quadro, ogni uso improprio ed ogni manifestazione incompatibile con il carattere e la fragilità dei parchi e delle ville storiche, come per esempio: il Concorso ippico all’interno di Villa Borghese che è risultato incompatibile con la conservazione del verde storico.
Definire gli usi del verde urbano in relazione alle esigenze di tutela e valorizzazione del Centro Storico e, in particolare, per il ripristino delle masse arboree, la definizione di spazi urbani, la creazione di barriere visuali e la tutela dell’ambiente, un caso emblematico Lungotevere dei Mellini.
Completare il rilievo delle essenze vegetali presenti nei parchi e ville storiche in modo da garantire il ripristino delle specie preesistenti e creare uno strumento indispensabile all’eliminazione dei conflitti con usi ed interventi programmati.
Approvare in via definitiva ed applicare il Regolamento del Verde Urbano di Roma.

5.EVENTI CULTURALI

Definire rigorosamente gli eventi ammissibili nel Centro Storico.
Individuare le aree compatibili con tali eventi (strade, piazze, aree archeologiche, banchine del Tevere, aree interne ai palazzi, parchi e giardini storici) all’interno delle Mura Aurelianee.
Programmare gli eventi culturali nel Centro Storico sia in termini di scansione temporale ed estensione spaziale che di coordinamento con altri eventi in base ad un Piano di sviluppo generalmente noto come: Ingénierie Culturelle.
Definire per ogni tipologia di evento ammissibile le regole, i canoni d’affitto, le fideiussioni cautelative e le compensazioni che prevedano interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria a vantaggio della popolazione, della città e del sito stesso.
Individuare le aree compatibili e disponibili per tutte le altre tipologie di eventi nell’ambito dell’Area Metropolitana e comunque fuori dai confini del Centro Storico.
6.LEGALITÀ

Definire i diritti già regolamentati da leggi e norme: protezione da rumori, vibrazioni, fumi, odori, luci, radiazioni; demolizione di opere edilizie abusive e di impianti ; presenza invasiva di pubblicità su strada, insegne e vetrine; occupazione illegittima di suolo pubblico; controllo di attività illegali ed esercizi commerciali abusivi e ambulantato abusivo applicando con continuità e rigore i relativi controlli e provvedimenti sanzionatori, tali da dissuadere drasticamente l’abusivismo.
Creare, per ogni diritto tutelato, uno sportello unico al quale il cittadino si può rivolgere per ottenere, senza ulteriori passaggi, le informazioni, l’applicazione della normativa ed il riconoscimento dei suoi diritti.

7. RESIDENZA

Tutelare il diritto alla residenza e alla qualità della vita nel Centro Storico ed incoraggiare la permanenza degli abitanti in base al principio: un Centro Storico privo degli abitanti perde la sua identità culturale e tende a trasformarsi in un “non luogo”.
Creare incentivi fiscali e normativi, in concomitanza all’auspicato ripristino della Tutela paesaggistica del Centro Storico, che favoriscano il mantenimento della residenza e delle attività commerciali ad essi collegati.
Affrontare e risolvere le questioni legate ai cambi di destinazione d’uso per le attività commerciali protette, ai frazionamenti delle unità immobiliari e all’utilizzo di edifici residenziali per uso ufficio e/o  commerciale.
Adottare criteri di equità nella revisione dei canoni della ZTL per i residenti.

8.TRAFFICO

Regolamentare in modo risolutivo il Traffico commerciale e turistico.
Far rispettare con continuità e rigore le normative vigenti circa il carico e lo scarico delle merci, con rispetto degli  orari e delle tipologie dei mezzi mediante controlli e sanzioni.
Proibire l’accesso al Centro Storico dei veicoli ingombranti e inquinanti, incentivando l’uso di veicoli ecologici per il traffico pubblico, privato e per il carico-scarico merci. Le eccezioni sono determinate dalla tradizione come: auto e moto d’epoca iscritte all’ASI-Automotoclub Storico Italiano.
Eliminare i mezzi pubblici vistosamente inquinanti che vanificano con la loro presenza qualsiasi campagna di sensibilizzazione sui problemi dell’inquinamento.
Consultare la cittadinanza in tutte le decisioni relative al sistema dei parcheggi pubblici e privati, introducendo una moratoria sui parcheggi interrati nel Centro Storico.

9.ECONOMIA E MODERNIZZAZIONE
Contrastare i condizionamenti e gli effetti negativi prodotti dal turismo di massa nell’economia: attività commerciali ripetitive ed improprie del Centro Storico.
Eliminare l’abusivismo commerciale in ogni sua forma e dimensione. Con le eccezioni determinate dalla tradizione come: gli ambulanti ebrei autorizzati nel 1911 da una bolla di Pio X a vendere ricordi ai turisti.
Mantenere e favorire la presenza delle attività tutelate quali quelle commerciali, artigianali ed artistiche in base al principio: un centro storico privo di attività creative è condannato ad un declino definitivo.
Adottare, per ogni opera da realizzare e per ogni attività di interesse pubblico, la Migliore Tecnologia Disponibile, generalmente nota come: BAT-Best Available Technology, avviando sinergie con attività collegate e servizi.

10.TURISMO

Ampliare e differenziare l’offerta turistica, proponendo itinerari e siti che non rientrino nella routine degli operatori turistici e consentendo la conoscenza dei molteplici beni culturali e ambientali presenti nella città.
Disciplinare la presenza del Turismo giornaliero, che non porta alcun beneficio economico alla città ma aumenta le condizioni di pressione e consumo a cui è sottoposto il patrimonio storico ed archeologico del Centro Storico. Di conseguenza regolamentare l’ingresso e la sosta dei pullman fuori dal Centro Storico - come avvenne in occasione del Giubileo del 2000 - ed imponendo forme di compensazione per l’uso anomalo delle risorse e dei servizi offerti dalla città.
Regolamentare, per gli aspetti di competenza comunale, il proliferare delle attività di ricezione turistica extra-alberghiera quali B&B, Case vacanze, controllandone il numero e la legittimità con verifiche continue e rigorose sul rispetto delle regole per non svantaggiare le
attività legittime.

 “MANIFESTO DI ITALIA NOSTRA
SUL CENTRO STORICO DI ROMA:
10 PROPOSTE OPERATIVE”


I dieci principi danno origine ad una molteplicità di proposte operative che possono essere settoriali o trasversali quando interessano più aspetti e offrono soluzioni a più problemi del Centro Storico.
Al momento sono state individuate le dieci proposte seguenti che sono accumunate dall’obiettivo di migliorare, con sistemi poco costosi, la qualità dell’ambiente urbano e di coinvolgere i cittadini creando forme di consenso e di partecipazione.

PROPOSTE SETTORIALI
Le proposte settoriali sono di facile enunciazione ma di difficilissima attuazione come dimostra l’esperienza. L’Amministrazione comunale e le Amministrazioni municipali devono assumere l’impegno di applicare in maniera sistematica e rigorosa le delibere, i piani e le normative integrandoli, dove serve, con i regolamenti di attuazione e con Piani quadro e Progetti ad hoc. In questo quadro è indispensabile la reintroduzione della figura di alto profilo culturale dell’ Assessore al Centro Storico con pieni poteri di coordinamento, indirizzo e controllo.

1.BENI CULTURALI
Il Centro storico deve ripristinare il vincolo paesaggistico, vincolo che hanno tutti gli altri comuni del Lazio. Il vincolo deve essere imposto dalla Regione Lazio o dal MIBACT.
Devono essere ripristinate  le Norme Tecniche del Piano Regolatore Generale del 1965 (Zona A) ed attuare il Piano di Gestione dell’UNESCO per il Centro Storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le mura in quanto Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Va precisato che l’Unesco non ha alcun potere di imporre norme prescrittive, ma ha solo poteri d’indirizzo.

2.ARCHEOLOGIA
Predisporre per l’Area Archeologica Centrale un piano unitario e coerente, realizzabile con finanziamenti e tempi certi, che ne ridisegni l’accessibilità, la leggibilità e le sistemazioni a verde, evitando che si creino delle cesure o dei vuoti all’interno delle mura aurelianee.



3.VERDE STORICO E VERDE CITTADINO

Predisporre per ogni villa storica e parco pubblico del Centro storico di Roma un Programma di intervento che preveda almeno le seguenti fasi:
-        formare professionisti, tecnici e giardinieri altamente specializzati in interventi di valorizzazione, restauro, manutenzione, cura e difesa del verde storico (attraverso l’ARPEG-Accademia di Restauro di Parchi e Giardini dell’IRViT-Istituto Regionale per le Ville Tuscolane che ha già avviato i relativi corsi in collaborazione con le Università di Roma 1 e Roma 2);
-        stabilire sulla base della Carta italiana dei giardini storici (1981) e della Carta per la salvaguardia dei giardini storici (1982) gli usi compatibili;
-        introdurre nel sistema della tutela paesaggistica del Centro Storico: le ville storiche, i parchi pubblici, le alberate, le sistemazioni a verde e nelle residenze storiche private;
-        completare il rilievo delle essenze vegetali presente nella villa storica o parco pubblico;
-        redigere per ogni villa storica o parco pubblico un Progetto di restauro, assetto e utilizzo completo di piano economico, crono programma, e  piano di monitoraggio e manutenzione;
-        prevedere per ogni villa storica o parco pubblico di maggiore importanza la nomina di un direttore;
-        applicare per ogni altra esigenza il Regolamento del Verde urbano di Roma.

4.EVENTI CULTURALI
Per evitare eccessiva pressione e concentrazione di attività nel Centro Storico, nel quale dovrebbero essere riservati soltanto eventi di altissimo profilo culturale, occorrerà avviare per l’Area Metropolitana di Roma una Progettazione Culturale, sulla base dell’esperienza francese dell’Ingénierie Culturelle, che crei un coordinamento, un’integrazione e sinergie tra le seguenti attività:
-        Visite guidate a musei, giardini storici, orti botanici e aree archeologiche.
-        Escursioni organizzate in siti e/o monumenti di interesse storico-artistico o  naturale.
-        Stagioni di cure termali.
-        Festival di teatro, musica, danza, poesia e cinema.
-        Grandi spettacoli: concerti, opere liriche, ecc.
-        Mostre d’arte.
-        Esposizioni vivaistiche.
-        Esposizioni, fiere campionarie e mercati.
-        Sport tradizionali e agonistici in luoghi circoscritti.
-        Sport tradizionali e agonistici in ambienti storici o naturali.
-        Rievocazioni storiche.
-        Sagre e feste patronali.
-        Esposizione e vendita di prodotti alimentari tipici.
-        Cicli di conferenze, convegni e corsi di formazione.
-        Eventi virtuali.



5.LEGALITÀ
Assumere formalmente e pubblicamente impegni tra le Amministrazioni comunale, municipali e i cittadini per l’attuazione di leggi, normative, delibere e regolamenti di attuazione, applicando con continuità e rigore i relativi controlli e provvedimenti sanzionatori.
Creare per ogni diritto tutelato uno sportello unico al quale il cittadino si può rivolgere per ottenere, senza ulteriori passaggi, l’applicazione della normativa ed il riconoscimento dei suoi diritti.

6.RESIDENZA E TRAFFICO
Attivare un sistema di incentivi fiscali e normativi, in concomitanza dell’auspicato ripristino della tutela paesaggistica del Centro Storico, che favoriscano la residenza e le attività ed i servizi ad essa collegati. Adottare criteri di equità nella revisione dei canoni della ZTL per i residenti.
Redigere un piano del traffico che regolamenti in modo risolutivo il traffico pubblico, privato commerciale e turistico ed il sistema dei parcheggi interrati al Centro Storico.

7.TURISMO

Disciplinare la presenza turistica regolamentando:
-        l’ingresso e la sosta dei Pullman che debbono parcheggiare fuori dal Centro Storico, come avvenne in occasione del Giubileo del 2000;
-        la compensazione per l’uso anomalo delle risorse e dei servizi offerti dalla città con l’introduzione di forme di tassazione anche per i turisti che non pernottano;
-        il proliferare delle attività di ricezione turistica extra-alberghiera, B&B, Case Vacanze con il controllo del numero e della legittimità attraverso verifiche continue e rigorose sul rispetto delle regole.

PROPOSTE TRASVERSALI

8. Archeologia/Arredo urbano/Turismo: informazioni

Oltre agli abituali cartelli informativi già esistenti accanto ad alcuni monumenti - per altro scarsi e facilmente oggetto di vandalismo - realizzare, ovunque sia possibile, in prossimità di siti archeologici o storici un sistema informativo composto da disegni assonometrici, simulazioni in 3D o plastici, eventualmente accompagnati da audio in più lingue, che consentano la piena comprensione del monumento ed il raffronto tra lo stato originario dell’area e quello attuale. Il sistema informativo deve essere protetto dagli atti di vandalismo creando dei manufatti appositi o individuando delle sedi preesistenti, per esempio la vetrina del civico 36 di piazza di Pietra dove è stato sistemato il plastico del tempio di Adriano i cui ruderi sono visibili sul lato opposto della piazza.
Un sistema simile dovrebbe essere sempre adottato per tutti i lavori in corso - oggi avviene solo saltuariamente - realizzando cartelli esplicativi, finestre nella recinzione di cantiere e, dove possibile, punti di osservazione sopraelevati.


9. Archeologia/Arredo urbano/Turismo: pavimentazionI
Utilizzare la pavimentazione per rendere leggibili le vicende urbanistiche del centro storico.
Adottando, per esempio, il criterio che tutte le strade e le piazze, esistenti al momento dell’Unità d’Italia, devono essere pavimentate in sampietrini mentre tutte le strade e le piazze, realizzate in epoca successiva, potrebbero essere pavimentate con asfalto. Questa sistemazione deve essere attuata progressivamente in base ad un piano di manutenzione straordinaria della pavimentazione urbana e criteri di indirizzo certi.
In alcune aree significative deve essere inserito nella pavimentazione un cordolo a raso, con materiali e colori differenti, che disegni il contorno degli edifici e dei monumenti demoliti in modo da ricostruire il tessuto urbano andato perduto, per esempio la sagoma dell’Arco di Portogallo a via del Corso.

10.Arredo urbano/Economia e modernizzazione: manutenzione
Creare un sistema di manutenzione continua così organizzato: un gruppo di sponsor (almeno cinque o più) fornisce degli automezzi attrezzati (tipo IVECO APS 190 dei Vigili del fuoco) le cui fiancate possono essere liberamente utilizzate per scopi pubblicitari; a capo di ogni automezzo è posto un architetto estratto a turno da un albo di volontari costituito presso l’Ordine; ogni automezzo trasporta una squadra (composta da 5 operai specializzati uno dei quali abilitato alla guida, selezionati tra i disoccupati e quelli in cassa integrazione, con le seguenti competenze: muratore, marmista, fabbro, fontaniere, giardiniere), e tutte le attrezzature e i materiali necessari agli interventi.
L’architetto e la sua squadra sono operativi durante una settimana di 6 giorni lavorativi di 8 ore ciascuno. L’architetto per le prestazioni fornite riceve il compenso simbolico di 1 € mentre gli operai sono pagati in base al contratto nazionale di categoria. L’architetto, a suo insindacabile giudizio, stabilisce dove, come e quando intervenire per effettuare riparazioni di sola manutenzione ordinaria sulla proprietà pubblica con l’assoluto divieto di introdurre delle modifiche alla situazione preesistente e di estendere tale intervento alle proprietà private. Gli interventi, a seconda dei luoghi e delle circostanze, possono riguardare: ripristino di cigli, sistemazione di pavimentazioni, saldatura di recinzioni metalliche interrotte, sblocco di caditoie, ripristino di fontane pubbliche, rimozione di barriere accidentali, ecc. Compito dell’architetto è anche quello di raccogliere le informazioni che consentiranno all’amministrazione di programmare i successivi interventi di manutenzione straordinaria.

Ampliare e differenziare l’offerta turistica, proponendo itinerari e siti che non rientrino nella routine degli operatori turistici e consentendo la conoscenza dei molteplici beni culturali e ambientali presenti nella città.

Disciplinare la presenza del Turismo giornaliero, che non porta alcun beneficio economico alla città ma aumenta le condizioni di pressione e consumo a cui è sottoposto il patrimonio storico ed archeologico del Centro Storico. Di conseguenza regolamentare l’ingresso e la sosta dei pullman fuori dal Centro Storico - come avvenne in occasione del Giubileo del 2000 - ed imponendo forme di compensazione per l’uso anomalo delle risorse e dei servizi offerti dalla città.
Regolamentare, per gli aspetti di competenza comunale, il proliferare delle attività di ricezione turistica extra-alberghiera quali B&B, Case vacanze, controllandone il numero e la legittimità con verifiche continue e rigorose sul rispetto delle regole per non svantaggiare le
attività legittime.

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