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giovedì 22 gennaio 2015

SAMPIETRINI: NIENTE POLEMICHE E NEMMENO RISPOSTE OPACHE





Evasiva ed insoddisfacente è stata la risposta di Roma Capitale sulla questione sampietrini: "gadget".
Italia Nostra Roma non vuole sapere se tutto è nato nel 2012, piuttosto che nel 2013 o nel 2014 palleggiandosi, così, le decisioni da una Giunta all'altra, non vuole sapere se i sampietrini sono "veri" o"falsi", se vengono da depositi privati.
Italia Nostra Roma vuole invece sapere se rispondono a verità le dichiarazioni della dipendente dell'Arion Store che ha affermato:  "...quelli rotondi sono del Pantheon, e richiamano la forma della chiesa, mentre molti di quelli quadrati vengono da Piazza di Spagna...." (da roma.repubblica.it 14.01.2015).
Una nota del Comune precisa: ".....Mescolare la proposta di Roma Capitale di un diverso uso dei sampietrini rimossi dalle strade di grande percorrenza con questi gadget è del tutto fuorviante....."
Italia Nostra Roma chiede chiarezza, che fino ad ora non c'è stata, e una risposta convincente ad una serie di domande pertinenti rimaste in sospeso "nel limbo dei Santi".
La decisione di smantellare i sampietrini nelle vie centrali e trasferirli nelle periferie, dovrebbe passare attraverso un dibattito culturale sull'identità di Roma dal '500 all'unità d'Italia, dibattito che non si è neanche affacciato dal Palazzo Senatorio.
Quali sono i criteri con i quali si smantella una strada e se ne lascia integra un'altra? Non può essere certamente una scelta "fatta in casa". Apriamo, quindi, questo dibattito, coinvolgiamo gli storici della città, l'Assessorato alla Cultura, la Sovraintendenza Comunale, la Soprintendenza Statale, l'Accademia di San Luca, l'Accademia dei Lincei perché "FUORVIANTE" sarebbe prendere decisioni sull'immagine della città di Roma consolidata in 500 anni di storia in modo autoreferenziale.
La critica dovrebbe sempre essere accettata e discussa quando si è in democrazia.

mercoledì 14 gennaio 2015

I SAMPIETRINI SONO GIA' IN VENDITA

COMUNICATO STAMPA
14. 01.2015

I SAMPIETRINI DI ROMA SONO GIA’ IN VENDITA
DAL  2013


I sampietrini sono già in vendita. In Viale Eritrea n. 72, presso lo  store Arion, Italia Nostra Roma ha visto che i sampietrini romani non lavorati sono in vendita a 40€ cadauno;  quelli montati a lampade da tavolo( costo 300 € circa), sonori a carillon o a salvadanaio i prezzi, sempre consistenti, variano.

La vendita è già in essere dal  2013, il logo di “Roma Capitale” compare come partner del gruppo “Aeterna design” e “Il progetto Aeterna Design è stato certificato da Roma Capitale per la sua originalità dei prodotti, che ha permesso all’ azienda di poter apporre un certificato e il logo di Roma Capitale sui materiali di comunicazione e sul prodotto grazie ad un contratto di licenza di utilizzo del marchio” (dal sito www.aeternadesign.com). Nel dettaglio, sempre come risulta dal sito, i sampietrini montati a lampada sono 998, i complementi d’arredo, i sampietrini montati “con il carillon”, i sampietrini a salvadanaio e i sampietrini tout court sono 4.998.

Italia Nostra Roma si chiede da chi è partita tutta la vicenda e se c’è qualcuno ai vertici di Roma Capitale che intende fare chiarezza sul commercio dei sampietrini? La Sovraintendenza Comunale e la Soprintendenza statale sono informate?

Italia Nostra Roma ritiene che il patrimonio dei sampietri non sia nella disponibilità di Roma Capitale né della società di design che ha intravisto il business con l’avallo del Comune.



Ormai è chiaro che le dichiarazioni del neo nominato Assessore Maurizio  Pucci sono basate su accordi economici pregressi.


I sampietrini sono già in vendita.

martedì 13 gennaio 2015

SANPIETRINI : SOPRINTENDENZA DI ROMA SALVA UNA DELLE CARATTERISTICHE STORICHE DELLA CAPITALE!!!!



I sanpietrini (cunei di porfido nostrani e non cinesi) sono un segno distintivo, altamente caratterizzante delle strade romane fin dal '500
Ora, il neonominato Assessore ai Lavori Pubblici, Maurizio Pucci, facendosi tornare i conti, dichiara che i sanpietrini sono pericolosi, inquinano i monumenti, devono essere, quindi, rimossi e...udite, udite.....spostati in periferia. Poichè sono pericolosi al centro storico si scaraventano in periferia, pattumiera della città. Di ben altro ha bisogno la periferia romana...
I sanpietrini non sono nè buoni nè cattivi. Buona o cattiva è, invece, la gestione cialtrona dell'ordinaria manutenzione dei medesimi.
 Questo è il punto
Se i sanpietrini fossero posati a regola d'arte, se i sanpietrini fossero mantenuti nel loro assetto in maniera costante e con cura non creerebbero nessun problema a nessuno. Certo, qualche tacco 12 rischierebbe sempre di rompersi, rischio che peraltro corrono, comunque,  per i buchi immani, le fratture e le voragini dell'asfalto cittadino, in centro come in  periferia, senza distinzione alcuna. L'ordinaria manutenzione dei sanpietrini al centro storico, in Prati e in altre zone della città è inesistente, come è inenesistente la manutenzione ordinaria delle strade asfaltate di Roma. 
Negateci tutto 
ma non potete negarci l'ordinaria manutenzione della città.
Quindi, caro Pucci, non diamo la colpa ai sanpietrini che se sono dissestati dipende solo ed esclusivamente da te e poi, caro Pucci, non si può pensare di azzerare 500 anni di storia e di caratteristiche uniche di Roma ipotizzando la vendita di un bene pubblico. I sanpietrini appartengono ai romani e non a te. 

E, come ebbe a dire Alessandro Manzoni nel capitolo 34 dei Promessi Sposi:  "Va’, va’, povero untorello, - rispose colui: - non sarai tu quello che spianti Milano." 


Di seguito il comunicato stampa diffuso ai media:

Italia Nostra Roma dopo le varie assurde e inaccettabili proposte sul togliere, spostare ed addirittura vendere i poveri sanpietrini, si rivolge alla Soprintendenza statale di Roma perché intervenga ad assicurare  garanzie per la tutela di un elemento storico di pavimentazione e arredo della Capitale.

Le dichiarazioni più incredibili sono venute dal neo assessore ai Lavori Pubblici, Maurizio Pucci che ha accusato i sanpietrini  di essere causa d’inquinamento infatti ha dichiarato che "la sutura tra un sampietrino e l'altro produce polvere che crea inquinamento, danneggia i monumenti".
Italia Nostra Roma da anni denuncia l’erosione dei monumenti dovuta alle troppe auto, pulmann, camion di carico e scarico  che attraversano il centro storico senza che nessun sindaco abbia posto mano a decisivi rimedi, ma apprende oggi che la colpa è dei sanpietrini.
Il neo assessore, inoltre, ha ispirato la nota di ieri dell’ufficio stampa comunale che recita : “esiste poi una non indifferente variabile economica che rende più vantaggiosa la parziale sostituzione del fondo in basolato lavico. Un metro quadrato di posa di sampietrini costa infatti 212 euro, la stessa superficie in asfalto moderno ne costa 52. I sampietrini rimossi possono dunque rappresentare un valore prezioso da utilizzare come ‘cambio merce’ negli appalti con le aziende incaricate di ripavimentare le strade sia in asfalto che con i sampietrini rimossi”
L’utilizzo del “valore prezioso”del sanpietrino per risolvere il dissestato bilancio comunale ?

Un ultimo commento riguarda la proposta del Sindaco Marino di portare i sanpietrini in periferia per aggiungere un valore da “centro storico” e così dando la stessa dignità ai cittadini che abitano quei quartieri”

Italia Nostra Roma ritiene che prima dei sanpietrini le periferie hanno bisogno di vedere soddisfatte ben altre esigenze a cominciare, tra l’altro, proprio da quella di eliminare le numerose buche ed avvallamenti pericolosi ancora esistenti,  certo non provocati dai sanpietrini, ma da appalti di asfaltature tutti da verificare.

lunedì 22 dicembre 2014

AUGURI

A tutti i nostri affezionati lettori vada il più fervido augurio di 
BUON NATALE  e di un 2015 strepitoso.



LO STADIO SI FACCIA PURE, CARO ASSESSORE CAUDO, MA A RISCHIO ZERO PER OGNI CITTADINO ROMANO

L'Assessore Giovanni Caudo ha sferrato un attacco violento e immotivato a Italia Nostra Roma che l'Associazione respinge con forza.
 Riportiamo quanto dichiarato  in una nota del 18 dicembre scorso,  dall’Assessore alla Trasformazione Urbana di Roma Capitale, Giovanni Caudo:
 “Italia Nostra ha diffuso un comunicato contro lo stadio di Tor di Valle affermando che l'area è a rischio esondazione. A sostegno di tali affermazioni mette un link alla carta del rischio dell'autorità di Bacino del Tevere. Peccato però che proprio da quella carta si evinca che l'area dello Stadio non è a rischio, in buona parte è addirittura bianca, mentre le uniche zone rosse sono quelle del quartiere di Decima, soggette all'esondazione del fosso di Vallerano, la cui sistemazione è infatti individuata dall'amministrazione comunale come una delle opere che condizionano la dichiarazione di pubblico interesse da parte dell'Amministrazione. Duole registrare come un'associazione dal passato glorioso, che ha visto tra i suoi protagonisti figure rigorose come Antonio Cederna, sia ridotta a un così basso livello di approssimazione che toglie ogni autorevolezza alle sue affermazioni”.
Italia Nostra Roma risponde il 19 dicembre con il seguente comunicato stampa, ripreso da numerosi media:
STADIO A TOR DI VALLE

ITALIA NOSTRA RISPONDE ALL’ATTACCO VIOLENTO E MISTIFICATORIO
DELL’ASSESSORE CAUDO

Italia Nostra Roma in riferimento al violento e mistificatorio comunicato stampa di ieri dell’Assessore alla Trasformazione Urbana, Caudo, dichiara che mai  nei suoi comunicati, ai quali si riferisce l’Assessore, ha denunciato  un “rischio esondazione” dell’area di Tor di Valle, ma solo che era soggetta a un forte  rischio idrogeologico per l’esondazione del Fosso di Vallerano come descritto  dal PAI. Piano di Assetto Idrogeologico.
Tale forte rischio è documentato nel parere espresso, nell’agosto us, dall’Autorità di Bacino  nella Conferenza dei Servizi sullo Studio di Fattibilità dello stadio, che lo pone tra le criticità  tanto che ha imposto ben sei condizioni obbligatorie per mitigarlo tra le quali la principale è quella della : “realizzazione preliminare delle opere di messa in sicurezza idraulica del fosso di Vallerano”
Nel comunicato di Italia Nostra, che ha scatenato la nota priva di ogni fondatezza  dell’Assessore, si faceva notare che nella tre criticità esposte, mercoledì 17 scorso, all’Assemblea capitolina non vi era il rischio idrogeologico dell’area di Tor di Valle per l’esondazioni del Fosso di Vallerano.
L’attacco dell’Assessore Caudo denigratorio e fortemente lesivo dell’immagine dell’Associazione è talmente grave e ingiustificato che Italia Nostra si riserva  di verificare la possibilità di una querela.

Osservazioni di Italia Nostra Roma:
In questo momento opaco e critico della politica romana dovrebbe essere esigenza primaria di tutti i componenti della squadra di Ignazio Marino, chiarire qualsiasi dubbio, agire con la massima trasparenza e illuminare gli angoli oscuri di qualsiasi atto pubblico. E' impressionante e assai poco rassicurante che, invece, di chiarire e rispondere nel merito, l'Assessore Giovanni Caudo abbia scelto la strada, arrogante, di denigrare l'Associazione Italia Nostra e soprattutto attribuirle dichiarazioni mai rilasciate alla stampa. Sembra quasi che l'Assessore non sappia neanche leggere i comunicati stampa.
 Italia Nostra Roma
ha sempre e solo parlato di
 rischio idrogeologico 
dovuto al fosso di Vallerano 
e mai di esondabilità del Tevere.

La realtà è che l'Assessore  Caudo ad oggi non ha risposto a noi nè al Consiglio comunale che viene chiamato a votare a scatola chiusa uno stadio in una zona "a rischio" senza che sia rispettata la condizione dettata dall'Autorità di Bacino, per la quale, prima di pensare a qualsiasi edificazione in quella zona, occorre mettere in sicurezza il Fosso di Vallerano (costo 15 milioni di euro).
Gli eventi drammatici della Liguria, Toscana, Lombardia e Emilia Romagna non hanno insegnato nulla ai nostri politici. Questa la grande preoccupazione di Italia Nostra Roma. I politici sono sempre pronti "a stracciarsi le vesti" dopo le tragedie ma non si preoccupano mai di evitare che queste tragedie avvengano.
Lo Stadio si faccia pure, caro Assessore Caudo, ma a rischio zero per ogni cittadino romano.

UN CONSIGLIO PER UN REGALO DI NATALE INTERESSANTE

Se siete alla ricerca di un regalo particolare, interessante e che faccia scoprire gli esperimenti di Raffaele Curi, vi consigliamo "Circolarità - percorsi tra le performance di Raffaele Curi".
Il libro, edito da I Libri di Emil,  è l'ultima fatica di tre giovani e brillanti autori : Samuele Briatore, dottorando presso la Sapienza Università di Roma all'interno del Dipartimento di Arti e Scienze dello Spettacolo ma soprattutto nostro validissimo collaboratore nel campo della valorizzazione dei beni culturali e studi storico critici , Dalila D'Amico, dottoranda in Musica e Spettacolo presso la Sapienza e Cristina Danese, storica dell'arte, collaboratrice della Fondazioni Alda Fendi e nostra nuova socia.
"Circolarità" è un viaggio trasversale nelle performance di Raffaele Curi attraverso dieci anni di produzione per la Fondazione Alda Fendi. Si tratta di spettacoli, messi in scena in diversi luoghi esclusivi di Roma, che puntano verso una fluidità in cui precipitano chimicamente diversi linguaggi artistici, diverse suggestioni, spesso in contrasto tra loro, per dar voce ad un unico viaggio, quello esistenziale dell'uomo che con il suo esserci, conosce, spera, sbaglia, ama, odia, ricorda, cerca.
Un regalo intelligente che consigliamo a tutti i nostri lettori.


venerdì 12 dicembre 2014

UN'ALTRA SOLUZIONE PER LO STADIO DELLA ROMA

Dovrebbe iniziare martedì 16 dicembre dalle ore 9.00, nell'Aula Giulio Cesare, la discussione sul pubblico interesse del progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. Il condizionale è auspicabile in quanto, dalle informazioni in nostro possesso, la stragrande maggioranza dei 48 componenti il Consiglio Comunale di Roma Capitale non sa di che si tratta. O meglio, sa che deve decidere se fare o meno lo stadio ma non sa a quale prezzo l'operazione deve essere fatta. 
Innanzitutto nessuno, o quasi, dei Consiglieri, eletti per fare gli interessi dei romani, è stato messo nelle condizioni, con documentazioni, prescrizioni delle Conferenze dei Servizi, pareri di Commissioni riunite singolarmente o collegialmente, di valutare obiettivamente e consapevolmente l'intero progetto. Omissioni di informazioni, omissioni di progettazione reale e non su rendering o plastici che hanno fatto il giro di Roma (che si possono cambiare quando si vuole come far apparire e scomparire grattacieli). Qui non si tratta di accontentare i tifosi di questa o quell'altra squadra della Capitale si tratta di capire perchè ci si è intestarditi, o forse qualcuno lo sa, su quell'area. Un'area che non solo non è ancora di proprietà dell'Euronova, ma è soprattutto un' area al momento INEDIFICABILE PERCHE'  A ELEVATO RISCHIO IDRAULICO. Quello che vi stiamo dicendo viene da fonti ufficiali e verificabili http://www.abtevere.it/sites/default/files/datisito/piano_gest_risch_all/dic_2013/mappe_rischio/r107.pdf)
Spiegazione per noi comuni mortali: su Tor di Valle non si può costruire perchè, in caso di forti piogge, il Fosso di Valleranello esonda e allaga non solo l'area del Torrino ma anche quella di Tor di Valle. 
Per rendere l'area edificabile è necessario un intervento di mitigazione di ben 15 milioni, come ci è stato riferito da una fonte autorevolissima. L'intervento di mitigazione non può essere di soli 5 milioni come previsto dall'Euronova e riportato nella famosa delibera comunale. Però con 5 milioni di Euro, contro i 15 necessari per mettere in sicurezza i cittadini del Torrino, l'area di Tor di Valle diverrebbe edificabile con vantaggi evidenti a chiunque non dorma da piedi. 
Poca roba a fronte di un guadagno enorme se si considerano anche i tre grattacieli. 
Domanda: gli altri 10 milioni di Euro chi li mette? I cittadini che aiuterebbero l'Euronova a concludere la sua operazione sportivo-immobiliare?
Ma prima di questo c'è forse l'elemento più inquietante dell'intera vicenda di cui nessuno parla. L'area di Tor di Valle di chi è? Non è della SAIS dei fratelli Papalia vecchi proprietari dell'Ippodromo in quanto dichiarati falliti. Non è di Euronova in quanto ha si acquistato il terreno dalla Sais ma non in tempi utili per non rientrare nel fallimento dei Papalia. 
Attualmente la vendita, infatti, è sia al vaglio della Procura della Repubblica per un'ipotesi di bancarotta fraudolenta e distrazione di fondi da parte dei Papalia, sia da parte del giudice fallimentare. La prima udienza del giudice fallimentare si è conclusa con un nulla di fatto rimandando tutto a data da destinarsi. Ricordiamo che il fallimento della società dei fratelli Papalia potrebbe portare, come estrema conseguenza, all'annullamento della vendita del terreno a Parnasi e di quindi far saltare il banco del l'affare nuovo stadio. Possibile che nessuno, Sindaco, suo staff, Assessore Caudo e tutto il Consiglio Comunale, siano a conoscenza di questa intricata vicenda che invece è chiarissima, perchè si è informata, a una Associazione di volontari come Italia Nostra Roma? Possibile che tra gli amministratori comunali - tifosi della Roma nessuno abbia raccolto il tam tam della rete? 
Italia Nostra Roma è da sempre sostenitrice della realizzazione da parte delle due società capitoline, Roma e Lazio, di un proprio stadio per liberare il Complesso Monumentale del Foro Italico da funzioni devastanti. Sembra evidente, però,  che l'area indicata presenta troppe criticità, opacità e incertezze. 
Ci appelliamo ai tifosi romanisti perchè pretendano chiarezza e tempi certi su una vicenda che chiara non è,  tempi certi non ha e soprattutto non sarà mai lo stadio della Roma.  James Pallotta la spaccia come la "casa dei tifosi romanisti" ma all'AS Roma andrà solo il comodato d'uso trentennale per le partite in casa. Tutti gli altri ricavi andranno alla società che James Pallotta e Luca Parnasi costituiranno, dopo l'approvazione del progetto definitivo, e avrà sede a Milano.  







ITALIA NOSTRA ROMA
CHIEDE
CHE SIA FATTA LUCE ANCHE SU ALTRI  BUCHI NERI DI ROMA :
METRO C 
E
 IL PROGETTO DELLO STADIO A TOR DI VALLE

Metro C
Italia Nostra Roma ritiene un enorme buco nero quello della Metro C che si continua a finanziare ignorando le 45 varianti sostanziali che impongono, inevitabilmente, una nuova VIA,  atto dovuto fin dal 2009 quando la Regione Lazio colpevolmente decise che poteva essere scavalcata nonostante le varianti sostanziali. Sull’omissione della Valutazione di Impatto Ambientale, Italia Nostra Roma ha  inviato un esposto alla Procura della Repubblica, ancora oggi al vaglio degli inquirenti.

Nuovo stadio della Roma a Tor di Valle
Martedì prossimo, in Consiglio Comunale, forzando i tempi, sarà votato il pubblico interesse dell’opera.  E’ inaccettabile e gravissimo  che molti consiglieri comunali non siano stati informati che l’area, a tutt’oggi,  non è  di proprietà della Soc. Euronova, che nell’area sono già indicati graficamente  tre grattacieli di 900.000 metri cubi che saranno realizzati “per farsi tornare i conti” delle opere pubbliche necessarie per l’autorizzazione al progetto. Ultimo, ma non ultimo, molti consiglieri comunali non sanno che l’area oggi risulta inedificabile nel “Piano di gestioni del rischio alluvioni” voluto dalla Comunità europea,  Piano che sarà reso pubblico domani dall’Autorità di Bacino. L’inedificabilità è data dall’ “elevato rischio” idraulico dell’area di Tor di Valle e “molto elevato” nell’adiacente area del Torrino.
Consultare http://www.abtevere.it/sites/default/files/datisito/piano_gest_risch_all/dic_2013/mappe_rischio/r107.pdf)

Come può il Consiglio Comunale esprimersi martedì 16 dicembre 2014 senza che i suoi componenti siano in possesso di documentazione e informazioni fondamentali così da poter esprime un voto che non sia dettato da fede di partito o calcistica ma che sia un voto trasparente e consapevole nell’interesse dei romani. 

venerdì 21 novembre 2014

LEGGETE IL LIBRO DI ILARIA BORLETTI BUITONI

Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretraio al Ministero dei Beni Culturali, presenterà il suo all'Istituto della Enciclopedia Italiana.
Italia Nostra Roma ha avuto già il piacere di leggere gli scritti di Ilaria Borletti Buitoni e non solo ne ha apprezzato la qualità ma ha apprezzato anche la sincerità e la chiarezza con la quale l'autrice si esprime e il rammarico per non essere riuscita a fare tutto quello che aveva in mete di fare. Siamo sicuri che anche quest'ultima fatica letteraria sarà un arricchimento per ognuno di noi.


mercoledì 19 novembre 2014

A PIAZZA NAVONA HA VINTO LA LEGALITA' - ATTO DOVUTO E INELUDIBILE PER IL DECORO DELLA PIAZZA PIU' BELLA DEL MONDO

Nella seduta incandescente di ieri in Consiglio Comunale, dove la sala Giulio Cesare sembrava uno stadio di calcio di Serie C, è passata fuori sacco la delibera che ferma a 72 le bancarelle per il Natale di Piazza Navona.

Un grande successo contro ricatti inaccettabili e volgari di chi, forte e prepotente, cercava di scardinare la legalità e il decoro.



Un GRAZIE forte al Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma, Agostino Bureca, che ha mantenuto saldo, a questo punto insuperabile, il suo "NO".

Resti con noi anche in futuro Soprintendente Bureca


lunedì 17 novembre 2014

LA "NUOVA RACCOLTA PORTA A PORTA" NEL CENTRO STORICO



E' così che la vede l'Assessore Estella Marino? Siamo nelle adiacenze di Via dei Coronari e il nuovo sistema di raccolta "Porta a Porta" è sotto il cartello turistico che indica la "casa di Fiammetta". E' un bel modo di dichiarare che siamo al 50% di raccolta!!! 

lunedì 10 novembre 2014

PIAZZA NAVONA: IL I MUNICIPIO NON VUOLE LO SNELLIMENTO PER LE FESTIVITA' NATALIZIE

Piazza Navona "dimagrita" per le festività natalizie ma il I municipio non ne viole sapere, ne vuole di più.
72 bancarelle e non una di più. La Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali di Roma è stata chiarissima e rigorosa. Il bando è scaduto nel 2007 e già ci sono stati 6 anni di "deregulation e la splendida piazza è stata trasformata in una porcheria sulla quale il Natale era il parente povero. Collanine, salcicce, gelati e panini imbottiti.
 La Soprintendenza ha predisposto una planimetria nella quale le 115 postazioni degli anni passati diventavano 72. Evviva!!! Le leggi dello stato sono sovraordinate alle decisioni discutibili del I Municipio.
Attenzione ad accontentare pochi scontentate moltissimi cittadini.
Non è una buona e sana politica di consenso

LE PARTITE DI CALCIO AL CIRCO MASSIMO: IL MASSIMO DELL'IGNORANZA

Era inevitabile! Dopo il tentativo fallito di fare partite di calcio nella futura arena al Colosseo, il Patron della Roma, James Pallotta,
 propone al Ministro Franceschini, le partite di calcio al Circo Massimo.

L'ignoranza impera indisturbata e la volgarità intellettuale di proporre nel Circo Massimo partite di calcio non deve trovare nessun ascolto.

mercoledì 5 novembre 2014

COLOSSEO PRIMA UN DECRETO MINISTERIALE, POI SI VEDRA’




Signor Ministro, Italia Nostra Roma comprende il Suo entusiasmo per la proposta del Professor Daniele Manacorda di ripristinare l’arena al Colosseo.  


Proposta interessante ancorchè prematura se prima non si decide di riportare Roma ad una vera tutela dei beni culturali.

Lei e’ sicuramente al corrente di come sono stati utilizzati, negli anni, i luoghi più pregiati e, naturalmente, vincolati di Roma con iniziative vuote di qualsiasi aspetto culturale ma piene dell’intento dei privati di fare cassa.

Piazza del Popolo, Circo Massimo, Villa Borghese, Piazza Navona sono stati, negli anni, usati in maniera “impropria”. Manifestazioni commerciali, concerti rock, i 7 giorni per il compleanno di Renato Zero,  Fifa Fan Club, Scudetto della Roma a Circo Massimo, manifestazioni sportive hanno invaso questi luoghi più prestigiosi di Roma.

Signor Ministro, aprire il Colosseo a manifestazioni di ogni genere e tipo, perché di questo si tratta va nella direzione opposta di quella della tutela del bene. Tutti gli sponsor ambirebbero ad avere un palcoscenico unico al mondo per le più disparate esibizioni utili soltanto a fare cassa.

In un’area che è già fortemente compromessa dai cantieri della Metro C l’ uso massiccio di attrezzature, parco luci, amplificatori, macchinari scenici e quant’altro sono un pericolo sempre in agguato. Prima di qualsiasi autorizzazione alla realizzazione dell’arena, Signor Ministro deve emanare nuove norme ferree che regolamentino,  per lo meno con un Decreto Ministeriale, il futuro senza mai una sola deroga non solo per il Colosseo ma per i beni culturali di Roma utilizzati in maniera impropria.

Quindi, Signor Ministro, se proprio vuole l’arena al Colosseo – idea affascinante in sé – prima deve fare l’indispensabile ed auspicabile passo preliminare. Troppe volte abbiamo assistito all’inaccettabile disinteresse e compiacenza,  nei confronti degli sponsor, da parte di coloro i quali hanno l’obbligo e non la facoltà di tutela del bene.


Ricordiamoci che il Colosseo va concepito, come diceva Antonio Cederna, come “museo di se stesso”.

VILLA BORGHESE: DI NUOVO LE STALLE PER LE BOTTICELLE A VIALE DELLE MAGNOLIE :LE VILLE STORICHE SENZA TUTELA




Italia Nostra Roma denuncia il progetto, proposto nel 2011 dalla Giunta Alemanno, di costruire a Villa Borghese-Pincio le stalle per i cavalli e il ricovero per le botticelle in disprezzo delle leggi nazionali di tutela.
Italia Nostra Roma diffida le Soprintendenze comunale e statale a rilasciare parere positivo, per cementificare (2 ettari sulla carta) Viale delle Magnolie, vincolato. Diffida, inoltre la ASL RMA al rilascio della compatibilità igienica.
Qualcuno dirà che il letame prodotto dai cavalli verrà utilizzato per concimare, ma i liquidi corporei dei cavalli andranno a finire direttamente nel terreno bruciando tutto e inquinando il Pincio. E’ folle pensare che i ricoveri dei cavalli e delle botticelle debbano, secondo una delibera della Commissione Ambiente, essere collocati nelle Ville storiche che hanno altre funzioni per legge.
L’Assessore Estella Marino, l’Assessore ai Lavori pubblici, Paolo Masini, l’Assessore alla Cultura, Giovanna Marinelli, il Presidente del I Municipio, Giuseppe Gerace,  la Sovrintendenza Comunale, la Soprintendenza dei Beni Architettonici e Ambientali statale, nel rispetto del Codice dei Beni Culturali, devono revocare qualsiasi permesso a costruire in area vincolata. Lo dice la legge ma il banale inutilizzato buon senso che sembrerebbe mancare ai nostri governanti, dovrebbe impedire questo ulteriore oltraggio alla Villa storica.
Si cerchi, dunque, una soluzione alternativa ai ricoveri per cavalli e botticelle, sempre che sia indispensabile mantenere in vita questa funzione. Mai, comunque,  in una Villa storica

ASSEMBLEA PUBBLICA CITTADINI RIONI PONTE E PARIONE

Cari lettori, segnate questo appuntamento:
LUNEDI 17 NOVEMBRE ORE 18.30, 
TEATRO DELL'OROLOGIO 
In quella data si terrà la prima assemblea pubblica dei cittadini dei Rioni Ponte e Parione che intendono denunciare e contrastare il degrado e l'illegalità che stravolgono il centro del centro di Roma. E' l'ultimo SOS: ora o mai più.


VI ASPETTIAMO NUMEROSI

mercoledì 29 ottobre 2014

L'APPIA DI ANTONIO CEDERNA NON PUO' PIU' ATTENDERE

Domani appuntamento da non perdere per tutti gli amanti dell' Parco dell'Appia antica. Dalle 15.00 alle 20.00, nella sala conferenze dell'ex Cartiera Latina, amministratori regionali, comunali e territoriali si confronteranno sul futuro del Parco.
Un parco, che come tutti sanno, conquistato nel nome di Antonio Cederna e voluto da un largo movimento di opinione pubblica fin dagli anni 50, che attende di essere compiutamente realizzato, con strumenti legislativi e amministrativi adeguati alla gestione unitaria di un patrimonio storico-paesaggistico complesso, che richiede comunità d'intenti con le Soprintendenze preposte alla ttutela dei Beni archeologici che caratterizzano il parco, ma non ne comprendono, nè esauriscono le molteplici vocazioni e funzioni del suo territorio.

martedì 28 ottobre 2014

VILLA BORGHESE: L’ISOLA PEDONALE CHE NON C’E'



Villa Borghese è “isola pedonale” istituita con legge regionale. Ma, risciò, monopattini a motore, macchinette elettriche, biciclette elettriche e a pedali scorazzano liberi per la villa.
Tutti questi elementi di trasporto per i cittadini non possono girare per in Villa Borghese proprio perché isola pedonale.
L’incidente del risciò di sabato scorso è già stato rilevato dalla stampa nonchè la pericolosità dimostrata dalle condizioni di salute del cittadino investito dal mezzo fuori controllo. Ci penserà la magistratura.
La presenza di questi elementi di trasporto, comunque, sono contro le leggi di tutela delle ville storiche, quindi, tutti i soggetti deputati alla salvaguardia del bene sono inadempienti a pari merito. Le Soprintendenze di Stato e la Sovraintendenza al Comune di Roma, l’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio e del Comune di Roma e l’Assessorato alla Mobilità del Comune di Roma che, per aggravare lo stato già precario della Villa Storica, consente la fermata dei pullman turistici a Viale George Washington. Riscaldamenti accesi dagli autisti in sosta durante l’inverno e aria condizionata durante l’estate, agenti inquinanti emessi per ore che sono una vera “boccata di salute” per le alberate storiche di Villa Borghese.

In una recente dichiarazione alla stampa, l’Assessore Improta afferma che la futuribile Metro C che arriverà ad Ottaviano, tra 20 anni forse, permetterà di allontanare i bus turistici dal Centro storico. Non è possibile aspettare tanto. Per il Giubileo del 2000 l’allora sindaco Rutelli non permise l’accesso ai bus turistici dal centro storico di Roma, quello che  stato possibile allora deve essere possibile anche oggi.

Villa Borghese è completamente senza tutela. Italia Nostra Roma chiede che sia redatto subito  un nuovo piano organico di assetto e di utilizzo della villa storica, piano  che deve essere prioritario nell’agenda politica dell’Amministrazione Capitolina.

venerdì 17 ottobre 2014

CASSANDRA AVEVA SEMPRE RAGIONE MA NESSUNO LA ASCOLTAVA

Per quanto odioso sia dire "Ve l'avevamo detto" Italia Nostra Roma, unica e sola, glielo aveva detto.
Nessuno nè sui giornali nè nelle Commissioni Riunite del 2 ottobre scorso, aveva sollevato la questione oscura della proprietà dell'area di Tor di Valle.
Italia Nostra Roma ha depositato, in quell'occasione, un documento nel quale si evidenzia quello che nessuno aveva rilevato: 
"-          Proprietà dell’area
1)      Nel testo di proposta si considerano i 547,015 mq (50,4% del totale) come di proprietà già nella disponibilità dell’Euronova. Di fatto, oggi, questo diritto non esiste in quanto sono aperte due indagini sulla vendita del terreno all’Euronova, sia dalla Procura di Roma che da parte del Curatore fallimentare. Quest’ultima vedrà il risultato il prossimo mese di dicembre.
      Perché, allora, tanta fretta? Il Comune ha il dovere di decidere solo dopo la chiusura delle       due indagini, penale e civile, nonostante l’Euronova stia rassicurando il Comune di ottemperare al versamento delle rate che dovrebbe portare a non avere una revocatoria della vendita. Ad oggi questo rischio esiste!"

La notizia che oggi campeggia su tutti i giornali e su tutti i siti web è che la Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta per bancarotta fraudolenta che vede al centro delle indagini proprio la compravendita dell'area. In sostanza il PM Mario Dovinola deve accertare che l'operazione di cessione sia legittima in tutti i suoi aspetti. Ma questa non è l'unica indagine sulla proprietà del 50,4% dell'area di Tor di Valle. Infatti, anche il curatore fallimentare sta verificando tutti gli atti. Ne consegue la possibilità che sia penalmente che civilmente atto di compravendita venga considerato illegittimo e quindi revocato.
Come mai quello che preoccupava un'associazione di volontari non ha preoccupato il Sindaco e la Giunta Comunale e i Municipi interessati ai lavori? Tant'è vero che, sempre da fonti giornalistiche, si apprende che entro la fine di ottobre il Consiglio Comunale dovrebbe essere chiamato a decidere sulla pubblica utilità dello studio di fattibilità presentato da Euronova.
L'utilità c'è sicuramente ma non è detto che sia per i cittadini romani.
Non apprezziamo le dichiarazioni del Sindaco Marino che non si è preoccupato di far verificare, a monte, di chi fosse la reale proprietà dell'area e che forzi la mano caparbiamente per non dover dire    "ci hanno buggerato"
L'abbiamo già detto e lo ripetiamo: gli stadi vanno costruiti per liberare il complesso monumentale del Foro Italico 
dall'uso improprio domenicale e non solo
 ma è obbligo, dovere e responsabilità totale del Sindaco non di riflettere, questa volta, ma di fermarsi e cambiare strada. La strada deve essere chiara, legale e non infarcita di ambiguità, opacità e omissioni. 
Ieri ti abbiamo detto rifletti, 
oggi ti diciamo fermati.

mercoledì 15 ottobre 2014

STADIO DELLA ROMA: SINDACO MARINO, ITALIA NOSTRA ROMA, ANCORA UNA VOLTA, TI SOLLECITA A RIFLETTERE!!!!

Il Sindaco, Ignazio Marino, sa che l'area dove dovrebbe sorgere lo Stadio della Roma è al terzo livello del Rischio Idraulico? E che la zona adiacente aldilà della Via Ostiense è a rischio idraulico 4 (livello massimo di rischio)? Il che significa che se non si provvede a metterla in sicurezza prima di costruire lo stadio, vanno tutti sott'acqua! Il disastro della "sua" Genova, di Parma, del grossetano, di Trieste e del nord del Lazio (e speriamo sia finita) dovrebbe imporre al Sindaco di Roma prudenza nelle dichiarazioni pubbliche. Vogliamo fare gli stadi? Benissimo!! Si facciano pure ma non in aree che dovrebbero essere escluse a priori per gli alti rischi che comportano per chi ci vive. Sul sito dell'Autorità di Bacino (http://www.abtevere.it/node/1079-tavola 107 mappa pericolosità e http://www.abtevere.it/node/1082 sempre tavola 107 mappa del rischio) troverai tutto quanto serve per una attenta riflessione in modo che, tu Sindaco, non ti ritrovi a spalare fango come stanno facendo i fantastici volontari nelle zone alluvionate.

RIFLETTI....... IGNAZIO.........RIFLETTI

Di seguito: dichiarazione di MARINO del 10 ottobre quando Genova era già sott'acqua 

Marino, stadio Roma nei tempi previsti

Sindaco a La7, 'lo faremo dove abbiamo stabilito, e in 2 anni'

Marino, stadio Roma nei tempi previstiROMA, 10 OTT - "Dò una buona notizia: faremo il nuovo stadio della Roma e lo faremo nei tempi previsti. Lo facciamo dove abbiamo stabilito". Lo ha detto il sindaco di Roma Ignazio Marino a Otto e Mezzo su La 7. Interpellato sui tempi di realizzazione dell'impianto a Tor di Valle, il sindaco ha risposto: "Da quando inizieremo lo scavo, penso nella primavera del 2015, in due anni lo faremo davvero".
- See more at: http://www.raisport.rai.it/dl/raiSport/Articoli/Marino-stadio-Roma-nei-tempi-previsti-163a66c8-fc8a-455a-948e-fc884fe7591a.html#sthash.a9Q1vlbz.dpuf

lunedì 13 ottobre 2014

UN INTERESSANTE APPUNTAMENTO GIOVEDI 16 OTTOBRE PER DISCUTERE DEL RESTAURO URBANISTICO DI VIA GIULIA

Cari lettori, come ben sapete da anni Italia Nostra Roma si occupa e preoccupa delle sorti di Via Giulia alla luce anche del progetto per la realizzazioni di un parcheggio interrato nell'area di Via Giulia. Parcheggio che il Comune intende approvare nonostante i ritrovamenti archeologici delle scuderie Augustee. L'incontro di seguito riportato, all'Accademia di San Luca ci sembra particolarmente interessante perchè affronta proprio il restauro urbanistico dell'area. Invitiamo gli amici e i lettori a partecipare per approfondire la questione, ancora aperta, e mai affrontata concretamente dalle autorità passate e presenti.



BRAMANTE E VIA GIULIA
UN PROBLEMA DI RESTAURO URBANISTICO
Intervengono
ACHILLE BONITO OLIVA, GIOVANNI CARBONARA, FRANCESCO PAOLO FIORE,
CHRISTOPH L. FROMMEL, GIANLUIGI MAFFEI, FRANCESCO MOSCHINI, PAOLO PORTOGHESI, FRANCO PURINI, MARCO RAVAGLIOLI, PIETRO SAMPERI, CLAUDIO STRINATI, CHRISTOF THOENES

giovedì 16 ottobre 2014|ore 17.00
L’Accademia Nazionale di San Luca organizza giovedì 16 ottobre 2014, a partire dalle ore 17.00, una giornata di studi sul tema “Bramante e via Giulia. Un problema di restauro urbanistico” per riflettere, con studiosi, storici, urbanisti, architetti, e con le Autorità cittadine e nazionali invitate a partecipare, sulle questioni ancora aperte che riguardano il progetto di uno dei nodi urbani più importanti di Roma che, subita la grande furia devastatrice dei piani mussoliniani, è rimasto ancora irrisolto.
La storia più recente di via Giulia è disseminata di progetti, di incarichi e di qualche occasione perduta. Nel 1981Carlo Aymonino, assessore al Centro Storico, affidò a Maurizio Sacripanti il compito di progettare in loco il Museo della Scienza. Il progetto, di grande spessore culturale, alimentò una grande discussione ma rimase sulla carta. Più di venti anni dopo nacque l’idea di un parcheggio che venne appaltato senza nulla decidere su come rimediare alla ferita di via Giulia. Uno “pseudo concorso” fu poi bandito per affrontare il problema, senza però chiarire le intenzioni dell’amministrazione e senza aver effettuato le necessarie indagini archeologiche. Anche in questo caso non si tenne conto del progetto vincitore, lasciando all’impresa appaltatrice la possibilità di presentare un altro progetto rispondente più ai criteri della speculazione edilizia che ai dettami di un vero e proprio piano urbano, quale è quello che deve profilarsi nel caso di via Giulia. Più recentemente, infine, è emerso che l’amministrazione capitolina ha rinunciato a realizzare anche questo progetto, decidendo invece di coinvolgere i cittadini in una iniziativa di progettazione partecipata per la realizzazione di un parcheggio interrato, chiarendo che gli importanti ritrovamenti delle scuderie augustee emersi dagli scavi recenti verranno definitivamente occultati sotto il piano di una piazza.
Muovendo da queste premesse, l’incontro del 16 ottobre intende dare spazio a quelle voci che possono ricondurre il problema della definizione di via Giulia alla dimensione europea di una questione di restauro urbanistico, sollevando anche temi di concreta fattibilità che non consolidino la diffusa opinione che l’Italia sia di nuovo “una nave senza nocchiero in gran tempesta”.
Questa iniziativa si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il cinquecentesimo anniversario della morte di Donato Bramante, architetto tra i più illustri del mondo occidentale che fu per incarico di papa Giulio II anche l’artefice del lungo rettifilo di via Giulia.  
ACCADEMIA NAZIONALE DI SAN LUCA
Roma, piazza dell’Accademia di San Luca 77
tel. 06.6798850 06.6798848
www.accademiasanluca.eu

mercoledì 8 ottobre 2014

METRO C

Il Danno erariale presunto di 360 milioni della tratta Pantano-Centocelle non può e non deve riguardare Italia Nostra Roma.. E' ovvio che ci interessi, evidentemente, come cittadini romani che potrebbero aver subito un danno economico. Non è nella  "missione" di Italia Nostra entrare nel merito dei vistosi sprechi che sono stati rilevati dalla Corte dei Conti.
Il danno archeologico, monumentale e paesaggistico della tratta T3 San Giovanni - Colosseo, invece,  riguarda, eccome, la nostra Associazione!!!
Il cantiere tra Colosseo e Piazza Corrado Ricci che occuperà quell'area per 7 anni (sulla carta), l'Anfiteatro Flavio raggiungibile solo con un percorso di guerra, l'accesso dei visitatori sicuramente ridotto con presumibile danno all'erario per i mancati introiti di biglietteria, come già denunciato dalla Soprintendenza Speciale Archeologica Roma per bocca della funzionaria Rossella Rea, la collina di Palazzo Silvestri Rivaldi attraversata da tiranti metallici che resteranno nel sottosuolo per sempre, la spropositata stazione Colosseo, lo scavo a cielo aperto con presenza di macchinari enormi estremamente invasivi, l'abbattimento del Clivio Acilio che porta alla Terrazza Cederna, l'abbattimento, già avvenuto, di essenze arboree oramai già storicizzate,  tutto questo, invece, riguarda Italia Nostra Roma.
Dopo un esposto alla Procura della Repubblica, incentrato sui rischi archeologici e sui rischi dei monumenti interessati al passaggio della tratta T3, Italia Nostra Roma ribadisce che il progetto della tratta è stato approvato senza una vera Valutazione di Impatto Ambientale. Troppe varianti sostanziali del progetto, nessuna garanzia della compatibilità ambientale dell'opera e dei rischi monumentali. Soprattutto la mancanza di volontà di trovare un percorso alternativo alla devastazione dell'area Archeologica centrale. San Giovanni- Circo Massimo come ha più volto proposto Italia Nostra Roma.

Notizia dell'ultim'ora: la tratta Pantano- Centocelle è ad altissimo rischio "inaugurazione". Mancano i nulla-osta necessari da parte del Ministero dei trasporti.

ANCORA DUE APPUNTAMENTI ALL'APPIA ANTICA

Italia Nostra - sezione di Roma, Parco Regionale dell'Appia Antica e Municipio Roma VIII
presentano

dal Castrum Caetani a Capo di Bove
Un capitolo di storia antica e moderna nello scenario della via Appia.
sabato 11 ottobre 2014  ore 10,00 - Tomba di Cecilia Metella (via Appia Antica, 161)

 
 

Informazioni e Prenotazioni: tel. 06 5135316 e-mail: puntoappia@parcoappiaantica.it 
(obbligatoria per le Tombe Latine)


 DAL CIRCO DI MASSENZIO ALLA TOMBA DI CECILIA METELLA 
alla scoperta del mausoleo di Romolo restaurato.

domenica 12 OTTOBRE  2014  ore 10,00 – Circo di Massenzio (via Appia Antica, 153)

 


Informazioni e Prenotazioni: tel. 06 5135316 e-mail: puntoappia@parcoappiaantica.it 
(obbligatoria per le Tombe Latine)

martedì 7 ottobre 2014

NUOVO STADIO DELLA LAZIO: UN'IDEA IMPROPONIBILE NELL'ANSA DEL TEVERE A PRIMA PORTA





Tutta la valle del Tevere, intesa come piana alluvionale, da ponte Milvio fino ai confini regionali, è totalmente vincolata dalla Regione fin dal 1985, con vincolo paesaggistico. Una tutela assolutamente necessaria, anzi, semmai da rafforzare. Se è vero, infatti, che l’agro romano – dopo decenni di dissennata cementificazione - dovrebbe oggi essere considerato come un’area intoccabile, a maggior ragione questo vale per la piana alluvionale del Tevere, specie nelle vicinanze di Roma. Essa è un elemento fondamentale della composizione morfologico-paesaggistica che caratterizza l’intera area metropolitana di Roma. Questo perché ciò che rende unico e irripetibile il paesaggio di Roma è proprio la particolare contrapposizione tra i vivaci affacci di verdi colline e rupi sul corso del Tevere e la placida, piatta pianura sottostante, attraversata dalle innumerevoli, serpeggianti anse del fiume. La piana alluvionale, quindi, la cui bellezza è particolarmente posta in risalto lì dove le coltivazioni agricole non sono state violate dalle dilaganti urbanizzazioni, spesso realizzate con grave irresponsabilità e, in non pochi casi, abusive.
 Al vincolo paesaggistico si affianca poi il secondo vincolo, ancora più importante, quello idro-geologico, di cui è responsabile l’Autorità di Bacino del Tevere, secondo la quale a nord della diga di Castel Giubileo (ove terminano gli argini del fiume inerenti l’area urbana della capitale) la piana alluvionale è considerata la cassa d’espansione delle piene fluviali, necessaria per salvare il centro storico di Roma da piene del Tevere di straordinaria portata. E che per questo deve dunque essere tutelata con rigore assoluto.
Sembra incredibile, in conclusione, che si possano ancora proporre operazioni, come quella della proposta di realizzare lo Stadio della Lazio in quell’area,
dopo lo scandalo dei mondiali di nuoto (con la incongrua realizzazione di 100 mila metri cubi di edificazione all’interno del  Salaria Sport Village, in area alluvionale, grazie alle deplorevoli deroghe dei mondiali di nuoto) e mentre ogni giorno nel nostro paese si denuncia, giustamente, lo scandalo dell’emergenza idro-geologica, con il continuo susseguirsi di catastrofi, vittime e danni di ogni genere la cui causa prima è l’incuria, l’irresponsabilità, il non rispetto delle leggi e del buon senso e i mancati investimenti in prevenzione e cura del territorio.


lunedì 29 settembre 2014

DOMENICA: VIVERE TOR MARANCIA



 Vivere Tor Marancia:caccia al tesoro per piccoli e grandi
con mappe, bussole e lanterne 
DOMENICA 5 ottobre 2014 - ore 10,30


Le visite sono annullate in caso di pioggia.
Informazioni: tel. 06 5135316 o email
puntoappia@parcoappiaantica

DUE NUOVI APPUNTAMENTI SULL'APPIA PER SABATO E DOMENICA

Italia Nostra - sezione di Roma, Parco Regionale dell'Appia Antica e Municipio Roma VIII
presentano

Dal sepolcro di Priscilla al Cenotafio di Annia Regilla
Leggende di donne poco o troppo amate
SABATO 4 OTTOBRE  2014  ore 10,00 - Via Appia Antica 58/60 Punto info Appia




Informazioni: www.appiaonline.it
Prenotazioni: tel. 06 5135316 e-mail: puntoappia@parcoappiaantica.it 

(obbligatoria per le Tombe Latine)



Italia Nostra - sezione di Roma, Parco Regionale dell'Appia Antica e Municipio Roma VIII
presentano

Villa dei Quintili
Visita guidata allo splendido complesso imperiale per una lezione all'aperto sulle tecniche costruttive romane, le scelte dei materiali, l'uso sapiente delle risorse naturali

DOMENICA 5 OTTOBRE  ore 10,30 - via Appia Nuova 1092



Informazioni: www.appiaonline.it
Prenotazioni: tel. 06 5135316 e-mail: puntoappia@parcoappiaantica.it 
(obbligatoria per le Tombe Latine)

martedì 23 settembre 2014

UN PIANO CASA CONTRO ROMA E IL LAZIO

Cari lettori, oggi pomeriggio 23 settembre alle ore 14.00 in Consiglio regionale saranno votati gli emendamenti al il PIANO CASA della Giunta Zingaretti. I quartieri più preziosi da Garbatella a Prati, da Trieste a Città Giardino, da Testaccio al Nomentano e altri, potrebbero essere stravolti da questo piano inaccettabile. Senza più tutele, dunque, se la società civile non si opporrà con tutti gli strumenti necessari per evitare il bel volto di Roma venga stravolto.

 I bei villini, le specialissime case di edilizia economica e popolare di Testaccio, Garbatella e tutte le altre zone potrebbero essere sostituiti se questo PIANO CASA passasse senza emendamenti da anonime e non caratterizzate costruzioni moderne. Per questo Italia Nostra Roma fa un appello a tutte le forze politiche presenti alla Pisana perchè il volto di Roma non sia stralunato da interessi affaristici. Il centro storico di Roma è prezioso ma altrettanto preziosi sono i quartieri che in questo momento sono sotto attacco dalla proposta del PIANO CASA dell'amministrazione Zingaretti.
PS: vi ricordiamo che in campagna elettorale Nicola Zingaretti aveva promesso di modificare il PIANO CASA della Giunta Polverini, garantendo maggiori tutele. Nei fatti si è smentito da solo. PROMESSE DA MARINAIO!!!!


Particolare della decorazione in ceramica di  Duilio Cambellotti in uno dei più famosi villini di Prati a rischio
Peristilio del Villino in Prati decorato da Duilio Cambellotti





APPELLO
ITALIA NOSTRA ROMA AI CONSIGLIERI REGIONALI :

   VOTATE GLI  EMENDAMENTI CHE PREVEDONO TUTELE E CONTROLLI  SULLE TRASFORMAZIONI  DEI NOSTRI QUARTIERI OGGI IN TOTALE POTERE DEI COSTRUTTORI.
    NON PERMETTETE IL PROLUNGAMENTO DEL PIANO CASA CHE LA GIUNTA POLVERINI FERMAVA AL 31 GENNAIO 2015.
    SALVATE I QUARTIERI DELLA CITTA’ STORICA DAI FUTURI INTERVENTI  CHE DISTRUGGERANNO LE LORO PREZIOSE CARATTERISTICHE ARCHITETTONICHE.            GARBATELLA,  TESTACCIO, PRATI, TRIESTE, NOMENTANO, CITTA’ GIARDINO ECC NON SARANNO PIU’ GLI STESSI.

Oggi inizieranno le votazioni sugli emendamenti sul Piano Casa proposto dalla Giunta Zingaretti.
La speranza era quella che modificasse in modo sostanziale il Piano Casa della Giunta Polverini che cancellava addirittura le tutele paesaggistiche della Regione tanto che  il Ministro dei Beni culturali intervenne presso la Corte Costituzionale. Allora tutti i partiti dell’attuale maggioranza intervennero con dichiarazioni indignate su tutti gli articoli che stravolgevano il testo precedente.
La Giunta Zingaretti, invece di riconfermare la legge della Giunta Marrazzo, ha eliminato gli articoli contestati dallo Stato, ma ha  fatto proprie molte decisioni della Polverini peggiorando addirittura alcuni articoli, come ad esempio quello che permette di applicare premi di cubatura anche agli edifici ancora da costruire.    Il  Il Lazio è l’unica Regione che permette  questa possibilità.                                             Con questo Piano, se non viene modificato, i Piani Regolatori,  non contano più, ma fatto ancora più grave non contano più i Consigli comunali e tanto meno contano i cittadini che vedranno demolire e sorgere nei loro quartieri e in adiacenza alle loro abitazioni cubature molto più invasive di prima senza avere alcuna possibilità di potere intervenire.

Per Italia Nostra Roma che da anni si è mobilitata per riuscire a tutelare i bei villini novecenteschi dei quartieri di Prati, Nomentano, Trieste e gli edifici di pregio ( anche se purtroppo non vincolati) di Garbatella e Testaccio considera una vero e proprio scempio inaccettabile permettere la loro demolizione o la modifica sostanziale.   Nella audizione nella commissione regionale Italia Nostra aveva chiesto di non permettere l’applicazione del Piano in tutti  i quartieri della “città storica” che era stata tutelata dal Piano Regolatore. Purtroppo è rimasto il testo originario.
Un altro fatto grave è quello che la Giunta Zingaretti vuole prorogare il termine del Piano che per la Giunta Polverini doveva aver fine il 31 gennaio 2015.          Se questo dovesse avvenire sarebbe addirittura meglio non votare più il Piano Zingaretti e lasciare finire a gennaio prossimo i danni già provocati dal piano vigente. E’ chiaramente una richiesta provocatoria, ma la delusione è tanta nel vedere proseguire quanto deciso dalla Giunta precedente da questa Giunta che aveva promesso in campagna elettorale un deciso cambiamento rispetto al passato con maggiori tutele per il territorio e la vita dei cittadini nei loro quartieri.
Italia Nostra Roma spera  che questo ultimo appello a tutti i consiglieri regionali venga accolto e oggi quando si cominceranno a votare gli emendamenti, si riesca ad ottenere la modifica degli articoli più contestati.


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